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Soraya Gomaa

2026

Soraya Gomaa

Special Guest

Soraya Gomaa è una delle special guest selezionate con il suo lavoro M/F per il CORA Dance Festival.

La sua scrittura coreografica si muove costantemente tra polarità dinamiche opposte, contrapponendo strutture geometriche, sincroniche e rigide — simboli di controllo e alienazione — a movimenti elastici, fluidi e caotici, che celebrano la fragilità e il contatto umano come forma di resistenza.


BIO


Soraya Gomaa (Roma, 1997) è una coreografa e danzatrice italiana. Si forma professionalmente presso il DAF di Roma, sviluppando un solido background come interprete per autori della scena internazionale e una spiccata propensione per la cinematografia. Parallelamente alla danza, coltiva una forte sensibilità multidisciplinare legata alle arti visive e al cinema, curando regia e montaggio di diversi cortometraggi (tra cui Sogna Fiore Mio, selezionato al CORA Dance Festival nel 2025). La sua ricerca artistica le vale il premio «Artist in Focus» per la coreografia M/F, di cui è responsabile anche della drammaturgia e dell’arrangiamento musicale, che debutta al CORA Dance Festival di Taranto nel 2026.


RICERCA


La ricerca coreografica di Soraya Gomaa si focalizza sull'indagine antropologica e drammaturgica del corpo, rifiutando l'estetica fine a se stessa in favore di una profonda urgenza narrativa. Influenzata da una visione marcatamente cinematografica e dalla sua formazione scientifica, concepisce lo spazio scenico come una camera di pressione o un microcosmo in cui i corpi reagiscono a costrizioni sociali, isolamento e tensioni represse. Il movimento non è mai decorativo, ma emerge in modo organico e necessario attraverso processi di improvvisazione guidata, dove immagini fisiche e sensoriali spingono i danzatori a esplorare la propria emotività e introspezione. La sua scrittura coreografica si muove costantemente tra polarità dinamiche antitetiche, contrapponendo strutture geometriche, sincrone e rigide, simboli di controllo e alienazione, a movimenti elastici, fluidi e caotici che celebrano la fragilità e il contatto umano come forma di resistenza. All'interno di questa composizione millimetrica dello spazio, ogni interprete sviluppa una precisa linea psicologica, integrandosi in un universo sinestetico totale in cui costumi essenziali, luci taglienti e architetture sonore distorte (spesso curate e arrangiate dalla stessa coreografa) amplificano i conflitti interni e il desiderio universale di evasione.


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