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Untitled 1

2025

Edivaldo Ernesto

A space charged with urgency, where bodies collide, disperse, and search for direction.

Il movimento si costruisce a onde—irrequieto, frammentato e intenso—fino a quando, inaspettatamente, emerge un momento di quiete. In quella pausa, qualcosa cambia: il tempo si dilata, il respiro si approfondisce e prende forma una fragile calma.

In questo lavoro, il coreografo Edivaldo Ernesto riunisce i danzatori in un paesaggio fisico guidato da tensione e rilascio. Il palco diventa un campo di accelerazione, dove sequenze rapide, cambiamenti improvvisi e dinamiche di gruppo dense creano un senso di agitazione e instabilità. I danzatori si muovono come spinti da un’urgenza interiore, negoziando continuamente spazio, ritmo e prossimità.

In mezzo a questa turbolenza si sviluppa una transizione. Il ritmo si attenua, i movimenti si allungano e una quiete collettiva comincia a emergere. Ciò che era caotico si sospende, quasi senza peso. Questo lento e calmo passaggio non annulla l’intensità precedente, ma la trasforma, permettendo a una diversa presenza di manifestarsi—più attenta, più radicata, più vulnerabile.

Attraverso il contrasto tra agitazione e quiete, il lavoro esplora la capacità del corpo di cambiare stati, di sostenere tensione e rilascio e di trovare chiarezza nel disordine. I danzatori si muovono tra estremi—veloce e lento, denso e rarefatto, potente e delicato—tracciando un arco emotivo che riflette la complessità dell’esperienza umana.

Ogni interprete esiste sia all’interno del gruppo sia nel proprio ritmo interno, contribuendo a un’energia condivisa in continua evoluzione. In questo intreccio, la coreografia rivela un paesaggio in cui caos e calma non sono opposti, ma parte dello stesso continuum.

Coreografia di Edivaldo Ernesto

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